Hi, I'm cristina pasqua!

New York
2026
Manholes | Tombini
“Quando ci fiorirà nella luce del sole …Quel passo che in sonno si sogna”, ecco: in quel preciso istante che per il poeta è il culmine della realizzazione, una gioia intima, in quel preciso istante se sei a New York stai guardando i fumi che escono da un tombino. Vedi il respiro della megalopoli e comprendi l’anima della metropoli: perché quel fumo, che sotto di sé nasconde viscere veicolo di reflui inerti, scarichi nascosti di ogni attività, resta sospeso tra il passato e il futuro, confonde e sorprende; ricorda come nulla è solo come appare, ma tutto è fatto anche di un sottostante, fosse anche una fumeria di oppio o un rifugio per topi e disperati. Puoi spiare il passato di una città dalle aperture di un tombino, come Noodles in “C’era una volta in America” riviveva il proprio spiando da una fessura sul muro di un locale. O solo lasciarti avvolgere dagli sbuffi oltre i quali, dissolti facendo un passo verso il traffico caotico, puoi incontrare chi non ti aspetti e ti aspetta da una vita. E se ti chiede cosa hai fatto in tutti questi anni, puoi rispondergli: “Sono andato a letto presto”. Perché? Semplicemente perché l’indomani mattina dovevi tornare in strada, a camminare per New York. Che c’era una volta e ci sarà per sempre inimitabile e presente. E ti apparirà, mentre vai a caccia di belle vedute forgiate nei secoli, ma incapaci di imitare il breve e infinito fiato di un chiusino. Enrico Grazioli
2026
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